GERALDINA COLOTTI: “IN VENEZUELA HA PERSO UN’IDEA DI RIFORMISMO RADICALE NON L’IDEA RIVOLUZIONARIA”

Sabato 9 Gennaio, dalle ore 17,00, presso la sede del collettivo genovese City Strike, in Piazza dei Trogoli di Santa Brigida , al 20 rosso, nel centro storico di Genova, la giornalista e redattrice de il Manifesto, Geraldina Colotti, inviata speciale in Latino America, a nome della “Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana”, ha tenuto un incontro di informazione sull’attualità politica in America latina. Si è  trattato del primo di una serie di appuntamenti pubblici nazionali, organizzati dalla su citata Rete, per informare su ciò che sta succedendo in America Latina, dopo la pesante sconfitta del Chavismo alle elezioni politiche in Venezuela e le sue ripercussioni nel subcontinente americano. All’incontro hanno  partecipato una cinquantina di persone, che hanno assistito al lungo intervento della relatrice, che ha illustrato in modo molto chiaro la grave situazione in cui si trova il continente sudamericano, dopo le recenti sconfitte elettorali che hanno subito i partiti del cambiamento in  Argentina e in  Venezuela e le gravi difficoltà in cui si dibatte il governo progressista brasiliano. Geraldina Colotti concentra gran parte del suo discorso sul Venezuela, il paese dove è nato, grazie a Chavez il movimento bolivariano, che per 15 anni  ha rappresentato, dopo Cuba Socialista, per l’imperialismo statunitense, “il nemico da abbattere con ogni mezzo necessario”  per  fermare le spinte rivoluzionarie che hanno investito gran parte di quel continente, che gli Usa hanno sempre considerato il proprio cortile di casa. Dopo oltre un’ora di relazione, ricca di dati e di spunti, si svolge un vivace e ricco dibattito, che permette di allargare il discorso anche ad altri paesi dell’area. Nelle risposte a dubbi e critiche che si sono sollevate da sinistra alle varie realtà  bolivariane  esistenti, emerge, sostanzialmente, nella relatrice, un forte ottimismo nel futuro, in quanto, in Venezuela soprattutto, la sconfitta non potrà far tornare il paese in dietro, né cancellare, se non con l’uso di forme violente da parte delle opposizioni di destra, l’apparato istituzionale  bolivariano,  che in tanti anni di governo chavista e partecipato, il popolo venezuelano si è dato. Ma dalla relazione sostanzialmente emerge, come dato di fatto, l’evidente sconfitta sostanziale del chavismo. Cioè, come ha ben chiarito Geraldina Colotti, a essere sconfitta è l’idea di cambiare il sistema capitalista dal di dentro, pur con riforme radicali e profonde, senza ricorrere alle forme coercitive che una vera rivoluzione necessita. Per questo si può ben dire, come ha sostenuto la relatrice, che in Venezuela ha perso il riformismo radicale, non l’ideale rivoluzionario. Ciò sta a dimostrare, una volta di più, che se non si farà una rivoluzione  armata sociale e politica, come è successo a Cuba nel 1959, non si potrà mai dar vita ad un sistema socialista, ma si potrà dare vita solo a sistemi riformistici, facilmente vulnerabili  alle lusinghe e al modo di vita consumistico del Capitale nazionale e internazionale. E questo è ancor più vero, perché il movimento bolivariano nel complesso, al di là di molte importanti riforma sociali e politiche, non ha saputo prendere in mano marxianamente i mezzi di produzione e le grandi proprietà e non ha realizzato pienamente la statalizzazione e la  socializzazione delle fabbriche e della produzione, come è avvenuto nella Cuba di Fidel Castro e come dovrebbe avvenire in un nuovo sistema socialista, che la faccia una volta per tutte finita con il capitalismo. La relatrice si dimostra abbastanza convinta che invece il chavismo, seppur sconfitto, abbia in sé le capacità di reagire, resistere e potersi rimettere a capo della società venezuelana nei prossimi anni, senza però indicarci come, visto la complessità politica che si è determinata in Venezuela, con l’esito nefasto di queste  ultime elezioni politiche. Il dibattito che ne è seguito è stato interessante e molto seguito dal pubblico presente.  E’ stata una grande giornata di informazione  e confronto, che ha saputo essere positiva per gli argomenti e i dati forniti dalla relatrice, molto preparata e buona conoscitrice della realtà sociale e politica latinoamericana. Un bell’incontro di cui dobbiamo ringraziare i compagni di Genova City Strike per averlo organizzato e un grazie a Geraldina Colotti per il suo impegno e le informazioni trasmesse di prima mano su una realtà di cui i giornali non parlano affatto, e se lo fanno,  lo fanno in modo distorto e parziale, succubi dei potenti media al servizio dell’imperialismo statunitense.

CIRCOLO CULTURALE PROLETARIO DI GENOVA

 

A seguire alcune foto dell’incontro.

Geraldina Colotti.